Marie Curie (Fisica e chimica polacca, prima donna a vincere un Premio Nobel e unica a vincerlo in due discipline diverse), Rita Levi Montalcini (Neurologa italiana, premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta del fattore di crescita nervoso), Margherita Hack (Astrofisica italiana, nota per il suo lavoro sulla spettroscopia stellare e la divulgazione scientifica), Lise Meitner (Fisica austriaca che ha contribuito alla scoperta della fissione nucleare) e Maria Elena Bottazzi ( Microbiologa italiana, co-creatrice del vaccino Corbevax, nota per il suo impegno nella creazione di vaccini accessibili e privi di brevetti) sono solo alcune delle donne di ieri e di oggi che hanno dato e danno tanto per la scienza, ma allora perché è nata la Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza? Perché è importante? Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Valentina Domenici del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa.
“Questa giornata è importante per due motivi: il primo perché è un momento di riflessione generale sul tema della parità di genere nel mondo scientifico. Il secondo motivo è che la Giornata rappresenta un’occasione per fare il punto della situazione, capire se ci sono dei cambiamenti. Purtroppo ci sono ancora delle criticità, degli stereotipi. Ancora oggi a volte alle bambine le famiglie, anche inconsapevolmente, fanno arrivare messaggi che le scoraggiano nel prendere una strada nella scienza, stereotipi che emergono anche da ricerche sull’approccio che i bambini e le bambine hanno alle materie scientifiche.“
Come si contrastano secondo lei? Perché importante avvicinare le bambine fin da piccole alla scienza? “Secondo me le bambine e i bambini hanno tutti le stesse chance per poter intraprendere una carriera scientifica e dedicarsi a una delle branchie della scienza, per cui è importante, già al livello di scuola primaria, far conoscere queste possibilità e far capire alle bambine e ai bambini che non ci sono delle caratteristiche particolari legate al genere, la cosa principale è la curiosità e questo aspetto è sicuramente trasversale. Al livello scolastico è importante far capire ai bambini l’importanza della scienza anche per scoprire le proprie attitudini, facendo delle attività e laboratori nei vari rami.”
Lei quando si è avvicinata alla scienza e in che modo?
“Sono sempre stata molto curiosa fin da bambina ma ci sono delle cose che mi hanno colpito e influenzato maggiormente: una è proprio un’esperienza fatta alla scuola primaria quando durante il rientro un’insegnate di scienze ci ha messo alla prova con alcuni laboratori che ancora oggi mi ricordo. Sicuramente già da queste prime esperienze deriva la mia passione, questo ci fa capire quanto siano importanti gli insegnati nelle scelte che poi i ragazzi fanno in futuro.”
Adesso se si immagina di dare un messaggio alle bambine, alle ragazze che potrebbero essere in futuro scienziate cosa direbbe loro?
“Quando io parlo con le bambine e i bambini cerco sempre di raccontare la mia storia e la storia di altre scienziate proprio perché da queste storie, da questi racconti, si capisce che chiunque si può avvicinare alla scienza. Quello che è importante è avere interesse, passione, perché in realtà quelle che possono sembrare delle difficoltà sono tutte superabili; con la determinazione e l’impegno si possono realizzare i sogni.”
In generale rispetto agli stereotipi che ancora oggi ci sono, si fanno passi in avanti?
“Secondo me sì, rispetto a venti, trent’anni fa vengono fatte molte più attività ,molte più iniziative che vanno in questa direzione, per esempio ci sono tanti laboratori organizzati anche al di fuori della scuola a cui i bambine possono partecipare. Rispetto al passato ci sono inoltre anche tanti libri per ragazze e per bambine che affrontano queste tematiche, mi riferisco per esempio alla serie di libri che raccontano la vita di donne che hanno avuto successo in vari ambiti delle scienze. Ci sono dunque molti più strumenti ed opportunità per superare gli stereotipi e lasciare che le bambine scelgano liberamente un futuro da scienziate.”
E allora non soltanto oggi ma ogni giorno raccontate alle vostre bambine la storia di Marie, Margherita, Lise e Maria Elena e tutte le altre donne che hanno potuto scegliere, fatele sperimentare e provare, sbagliare e crescere libere.
